Visita d'istruzione alla centrale elettrica "Archimede" di Priolo Gargallo (SR)

Anno Scolastico: 

Giorno 16 Maggio le classi 1° A C.A.T. e 1° B I.T. accompagnate dai docenti di Tecnologie Informatiche, Privitera e Mancino, e dal referente del progetto “Efficientamento energetico del plesso scolastico”, professore Anastasi, hanno partecipato alla visita d’istruzione alla centrale elettrica Archimede presso il polo industriale di Priolo Gargallo (SR). Al nostro arrivo siamo stati accolti nella sala riunioni da uno degli ingegneri responsabili della centrale che ci ha illustrato una presentazione multimediale parlandoci della centrale. Grazie a questa breve presentazione iniziale, abbiamo compreso la struttura della centrale, nella quale sono attivi due impianti: l’impianto principale alimentato da carbon fossile (derivato del petrolio) e il secondo impianto, quello solare termodinamico.

In particolare il secondo impianto, progettato e realizzato in collaborazione con studiosi e ricercatori (Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica nel 1984), è un impianto sperimentale con lo scopo di produrre energia pulita. Esso sfrutta il calore del sole per produrre energia. L’impianto è chiamato “Archimede” dal nome dell’inventore Siracusano che riuscì a incendiare le navi romane grazie a degli “specchi ustori” da lui ideati. Gli specchi hanno una forma parabolica necessaria per fare convergere i raggi solari nel punto di fuoco dove passano delle tubazioni. All’interno di questi tubi ci sono dei sali che a temperatura ambiente o al di sotto dei 260 °C si presentano in forma solida, ma appena si superano i 260 °C di temperatura i sali si sciolgono diventando “più liquidi” dell’acqua. I Sali vengono raccolti in due enormi serbatoi. Il primo mantiene i sali alla temperatura di 290 °C e il secondo alla temperatura di 550 °C.  Per mantenere allo stato liquido i sali, anche quando l’impianto non è in funzione, sono presenti dei sistemi in grado di mantenere costante la temperatura. Il fluido di sali caldi viene successivamente inviato a un generatore di vapore, da un lato arriva l’acqua mentre i sali sono dal lato opposto. L’acqua viene riscaldata e si genera così del vapore, quest’ultimo tramite tubazioni va nell’impianto principale e successivamente in turbina per poi generare energia elettrica.

Prima di utilizzare i sali fusi si utilizzavano degli oli che non potevano raggiungere temperature elevate, invece utilizzando i sali fusi si ha un rendimento maggiore e soprattutto pulito perché i sali sono dei normalissimi fertilizzanti per il terreno. Un altro aspetto da tenere in considerazione è la vicinanza del mare che rende necessarie delle attività periodiche di manutenzione: ogni qualvolta che si alza il vento di brezza, il sale marino si deposita sugli specchi i quali vanno puliti con dei particolari macchinari.

Come abbiamo detto in precedenza l’impianto principale è quello a ciclo combinato dato che la quantità di energia richiesta non può essere soddisfatta solo con l’impianto Archimede. Si pensa già di migliorare l’impianto che sfrutta l’energia rinnovabile in modo da dismettere l’impianto a ciclo combinato e produrre in questo modo energia pulita.

Paola Longhitano (1A CAT)

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